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"Per
sette ore in barca alla deriva"
"Domenica notte si è sfiorata la
tragedia nel golfo di Trieste. Una barca a vela con cinque persone a bordo è andata per
sette ore alla deriva ed è stata salvata a venti miglia al traverso di Cittanova quando
gli occupanti erano ormai allo stremo delle loro forze.
L'operazione di salvataggio è stata resa possibile grazie alla fattiva collaborazione
dell'equipaggio del rimorchiatore Hercules, della stazione radio costiera di Trieste e dei
tecnici della scuola professionale marittima di Grado, tutti coordinati dal comandante
Gardellin della Capitaneria di porto.
Alle 22.30, con un mare forza 5-6 e il vento forza 7, il rimorchiatore ha raggiunto la
barca in pericolo e i cinque hanno potuto dirsi salvi. " |
Così cominciava l'articolo
del "GIORNALE DI TRIESTE" del 1 maggio 1985, per descrivere la paurosa avventura
che abbiamo passato dopo un tranquillo week-end a Pirano:
lasciamo l'ormeggio alle ore 12.00, rotta 275° per Caorle, nulla lascia presagire che di
lì a poco incontreremo l' inferno. Issiamo randa e genoa e per due ore navighiamo
con vento fresco da sud-est, il mare è appena increspato. Alle 15.00 l'inizio della
sfiorata tragedia.
Un forte colpo di vento da nord-est ci corica la barca dal lato opposto. Non abbiamo
neppure il tempo di correre a prua per ammainare il fiocco che lo vediamo sfilacciare in
mille stelle filanti, la scotta in bando sembra impazzita. Decidiamo di ridurre la randa
ma troppo tardi, anche questa fa la stessa fine del fiocco, accendiamo il motore, ma amara
sorpresa, la scotta del fiocco si attorciglia attorno all'asse! Siamo in balia della bora
e delle onde che sono diventate impressionanti, la barca sembra un tappo di sughero
sballottato tra un'onda e l'altra, l'acqua entra dal tambuccio a cascata , non ci resta
che chiamare l'SOS.
Per ore rintanati sotto coperta attendiamo ormai senza speranza gli aiuti, tutto vola e
galleggia. Un membro dell'equipaggio a turno fa la guardia in pozzetto.
A sera inoltrata dopo continui scambi radiotelefonici con le capitanerie vediamo una
grande luce che illumina a giorno la nostra imbarcazione! E' forse la luce del Paradiso?
E' il rimorchiatore, il nostro salvatore! Non è comunque finita, dopo parecchi tentativi,
riusciamo a prendere una cima lanciataci dai soccorritori, diamo volta alla base
dell'albero e
con le onde la cima passa sotto la carena e quando
il rimorchiatore mette le eliche avanti adagio ci rovesciamo a 180°!!!!!!
Fortunatamente la cima si rompe!!!!!!!!!!!!, ritorniamo a galla!
Si riprova e questa volta tutto va per il meglio, la cima si tende, ma il comandante non
si fida a trainarci, le onde sono troppo alte, attendiamo che il mare si calmi, alle 07.00
veniamo trainati fino al porto di Trieste!!
L'avventura è finita bene!!!!!!!!!!
Pirano
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