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Coppa America

3/27/2008 , 5:06:58 PM by adriano
Coppa America: un evento da salvare
di Vincenzo Onorato




Ho ricevuto numerosi solleciti per un mio intervento anche alla luce della sentenza della Corte Suprema di New York. In questi ultimi anni credo di essere stato abbastanza parsimonioso nel commentare le travagliate vicende della Coppa. Avrete notato che ho scritto Coppa con la "c" maiuscola e questo vi deve far intendere il rispetto e la passione che nutro per lo sport della vela e per la Coppa America in particolare.

Siamo certamente in acque più che agitate ed è quindi necessario rilevare la propria posizione prima di tracciare la rotta. Tutto il problema nasce dal protocollo redatto da Alinghi per la XXXIIIma edizione presentato al termine delle regate di Valencia, nel luglio 2007. Questa affermazione sembra di una banalità esiziale ma, con il trascorrere dei mesi, mi sono sempre più convinto che sono veramente pochi, anche fra i giornalisti "specializzati", quelli che ne hanno letto integralmente il testo. Chi lo ha fatto con un minimo di attenzione se provvisto di senso dell'humor, non potrà non aver sorriso perché ci si è trovati di fronte ad un testo, che pur avrebbe dovuto regolare una competizione, nel quale il senso della sportività è totalmente assente.
Alinghi si arrogava il diritto di scegliere a suo insindacabile giudizio i giudici di regata, il comitato, gli umpires e gli stazzatori, di volerli addirittura come suoi dipendenti. In sintesi di dettare unilateralmente le regole del gioco. Alinghi, sempre a suo insindacabile giudizio, si arrogava il diritto di accettare una sfida o di penalizzare un concorrente.

Vi è stato chi aveva colto tutto questo subito: se ne sono accorti sette team che, pochi giorni dopo la presentazione del protocollo, hanno sottoscritto una lettera di contestazione (Oracle, Mascalzone Latino, Team New Zealand, Germany, Victory, K-Challenge e Luna Rossa). E se ne era accorto anche lo storico sponsor delle challenger selection series, Louis Vuitton che, con un comunicato, il 13 luglio 2007 aveva annunciato il suo ritiro motivato proprio dal fatto di non condividere l'impostazione della XXXIIIma edizione.

A sottolineare il totale disprezzo del rispetto del ruolo di "fiduciario" sancito dal Deed of gift (il documento da cui trae origine l'impianto normativo dell'evento) Alinghi aveva eletto a "Challenger of record" il Club Náutico Espanol de Vela, uno yacht club inesistente, senza storia nè soci, uno "sleeping partner" che avrebbe dovuto consentire un totale ed incondizionato dominio sulla manifestazione. L'apparato di Alinghi ha ben lavorato, all'indomani del ricorso di Oracle alla Corte Suprema di New York, nel gridare allo scandalo e nel presentarsi al mondo intero da povera vittima che era stata attaccata dall'orso americano che aveva bloccato, di fatto, l'evento, trascinandolo in tribunale. E' bene sfatare ogni e qualsiasi nebbia a riguardo: la Coppa in tribunale è stata, di fatto, portata da Alinghi, con il suo protocollo infamante per lo sport. Il ricorso di Oracle va considerato una coraggiosa operazione di salvataggio del più antico trofeo sportivo che la storia ricordi. E' per questo che noi di Mascalzone Latino lo abbiamo appoggiato con il nostro "amicus brief", presso la Corte Suprema di New York. La difesa mediatica di Alinghi è stata quella di dire che gli altri challenger, incluso Team New Zealand, avevano di buon grado accettato il protocollo. Oggi, dopo la denuncia di Team New Zealand, viene alla luce quello che già tutti noi sapevamo: Alinghi ha sfruttato la posizione di estrema debolezza economica della maggior parte dei team per soggiogarli al suo potere. A Team New Zealand aveva promesso denaro, gli aveva risparmiato la tassa d'iscrizione e gli aveva addirittura opzionato la base di Oracle a Valencia!

In sintesi il piano di Alinghi era quello di governare la Coppa ed i suoi sfidanti in modo di garantire alla sua creatura, l'A.C.M. (America's Cup Management) il totale controllo economico dell'evento. A nulla valgono, a questo proposito, i commenti laconici di Alinghi che ricordano come, in passato, sono stati gli americani a creare la cultura del privilegio del difensore. Le azioni dei defender americani erano puerili tentativi rispetto all'articolata trama tessuta da Alinghi. Ma non solo: gli americani del New York Yacht Club, ricordiamolo, erano mossi esclusivamente dal profondo orgoglio e privilegio di detenere la Coppa negli U.S.A e non per volgari motivazioni economiche!

E veniamo al secondo aspetto della vicenda, quello economico e commerciale.
Sono dell'avviso che il danaro degli sponsor deve servire per finanziare l'evento. Tengo separato il mio lavoro, che mi dà da vivere, dalla vela e credo che anche gli altri imprenditori a capo dei sindacati possano fare altrettanto. Perciò non condivido l'avidità di Alinghi, a cui purtroppo non è neppure sottesa una strategia commerciale intelligente. Un particolare è sfuggito a molti: Louis Vuitton si è chiamata fuori dalla Coppa prima e non dopo, la causa di Oracle presso la Corte Suprema di New York. Quando si pensa alla Coppa America, si pensa automaticamente alla Louis Vuitton Cup. Un binomio inscindibile che sposa non solo tradizione ma anche, al tempo stesso, classe e cultura. Si sono chiamati fuori, sono andati via, in punta di piedi, con la signorilità che distingue gli uomini e le donne della casa francese. Avendo avuto il piacere di conoscerli, so quanto dolore deve essere costato abbandonare un evento, la selezione dello sfidante ufficiale, a cui solo loro e nessuna altra firma sono riusciti ad imprimere un'identità così profonda. Incompatibilità con la visione del Sig. Bertarelli, questo è il senso dei loro laconici commenti. Perdere Louis Vuitton è un'ulteriore prova della totale assenza di cultura e di rispetto delle tradizioni che il vertice di Alinghi ha dimostrato nella gestione di questo evento. Una carenza paradossalmente intellettuale e senza precedenti nella storia della Coppa. E, come se non bastasse, un irrimediabile errore di marketing: la Coppa oggi è una enorme industria finanziata da grandi sponsor e pochi tycoon. Un enorme volano economico trascinato, nella sua forza mediatica, da fascino, glamour e tradizione. Perdere Vuitton ha significato creare la cultura del sospetto negli sponsor e la Coppa in tribunale, a causa di Alinghi, ha significato bloccare, di fatto, l'enorme volano.

Torniamo alla storia ed al lavoro che ho fatto in questi ultimi mesi da quando è finita la Coppa. Ho trascorso l'intera estate 2007 nel vano tentativo di arrivare ad una mediazione fra Oracle e Alinghi. Sapevo che il metodo scientifico per far fuggire tutti gli sponsor era quello di avere la Coppa in tribunale e volevo evitarlo. Ho avviato i contatti con Oracle per uno scambio di pareri sulla vicenda. Al contrario di quello che è stato dichiarato da Alinghi ho trovato Russell Coutts estremamente disponibile al dialogo. La principale motivazione di Oracle era - ed è - la stessa di Mascalzone Latino: avere una competizione onesta ed affidabile. Allora ho redatto un protocollo che prevedeva grosso modo le stesse regole che avevano guidato la trentaduesima edizione, prevedendo ancora l'utilizzo delle barche dell'ultima edizione, per contenere i costi, e rinviando l'utilizzo delle nuove (classe A.C.90) all'edizione seguente. Nel frattempo i challenger avrebbero, di comune accordo, redatto le nuove regole di classe, non consentendo così sproporzionati vantaggi al difensore. Ottenni così da Oracle - non senza, devo confessarlo, grande soddisfazione personale - un'informale garanzia che, qualora la mia proposta di protocollo fosse stata accettata da Alinghi, loro avrebbero immediatamente ritirato il ricorso presso la Corte Suprema di New York. La Coppa sarebbe stata salvata, così come la data dell'evento e gli interessi economici della città di Valencia. Allora ho presentato il protocollo ad Alinghi, che non ha avuto neppure l'educazione di rispondermi con un "no grazie, non siamo interessati."

L'autunno ha visto poi un Oracle, fin troppo disponibile alla mediazione con Alinghi, accettare quasi tutto quello dettato nel tanto discusso protocollo, ricevendo sempre uno sprezzante diniego. Noi di Mascalzone Latino, allora, pur non essendo parte in causa, ci siamo esposti, abbiamo presentato alla Corte Suprema di New York un documento in cui riassumevamo la nostra opinione: in sintesi che il protocollo di Alinghi aveva stravolto i principi cardine del Deed of Gift e quelli universali della più semplice sportività.

In quel caldo autunno ho avuto anche sentore che si stava preparando una sfida italiana semplicemente per escluderci definitivamente dalla Coppa. Alinghi aveva dichiarato che probabilmente avrebbe accettato una sola sfida nazionale. Così abbiamo lanciato la nostra sfida seguendo i dettami stabiliti dal loro protocollo. Abbiamo anche dovuto dimostrare l'esistenza del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, alla sua terza sfida in Coppa America e con una storia alle spalle di cento anni! Alinghi era stato un po' meno fiscale con il suo Challenger of record, il Club Náutico Espanol de Vela che vantava ben qualche ora di vita...

Ho dato atto, sin dal principio di questa mia lettera, ad Alinghi che la vicenda ha una sua comicità di fondo, malgrado da loro non voluta. A seguito del lancio della sfida l'A.C.M. ci invia una fattura di cinquantamila euro che paghiamo subito, forse gli unici fino ad ora ad averlo fatto? E ci viene risposto per iscritto che accetteranno la nostra sfida solo quando ritireremo la nostra dichiarazione presso la Corte Suprema di New York. Tutto questo non è richiesto dal protocollo, ma ci è anche chiaro che Alinghi fa e disfa le regole a suo piacimento. Io ribadisco ricordando che un cittadino accetta le leggi anche se non le condivide e che nei regimi democratici esiste libertà di parola e di critica. La semplice metafora non viene compresa. L'A.C.M./Alinghi ribadisce e pretende una nostra pubblica abiura. A nulla sarebbe valso ricordare loro che l'ultimo mio conterraneo, a cui è stata chiesta una ritrattazione così forte, è stato Giordano Bruno ai tempi del Medioevo e della Santa Inquisizione...

Tutto questo rappresenta una dura premessa che pesa sul futuro della Coppa ma niente più ironia, dobbiamo prendere seriamente coscienza che questa manifestazione è stata seriamente compromessa da Alinghi. Sono spariti gli sponsor, il pubblico è stanco di tutte queste polemiche. La soluzione oggi migliore è che si faccia presto questa sfida con i catamarani fra Oracle ed Alinghi anche se, ancora una volta, questi ultimi cercano di ritardare in tutti i modi l'evento. L'augurio, per la sopravvivenza della Coppa America, è che vinca Oracle, dopo di che bisognerà rimboccarsi le maniche e lavorare duramente. Il primo passo, a mio modesto avviso, deve essere il recupero di Louis Vuitton. La casa francese non è solo uno sponsor, lo Sponsor, ma è anche e soprattutto il filo conduttore di una storia che viene dal passato e che con lei è diventata moderna e che con lei deve proseguire. Si può pensare di salvare l'evento, di tornare in campo nel 2009 o nel 2010 ma, per far questo, bisogna che si prenda atto della debolezza della manifestazione.

Sarebbe auspicabile utilizzare ancora le barche dell'ultima edizione per tre buoni motivi:

- Contenere i costi in un momento in cui i team lottano per sopravvivere. Dovrebbe poter essere consentito costruire una sola barca dell'ultima generazione.

- La flotta esistente consentirebbe di avere un evento a tempi brevi, senza grandi sforzi economici ed organizzativi e lascerebbe il tempo utile per studiare la nuova classe A.C.90 per la trentacinquesima edizione.

- Last but not least, l'aspetto sportivo: chi è velista sa che le regate sono belle quando sono "tirate". Le barche dell'ultima edizione avevano velocità molto simili e la cosa più bella dell'ultima edizione è stata quella che abbiamo assistito a delle regate combattute e spettacolari, vogliamo rinunciarci?

Io personalmente sto facendo dei grossi sacrifici economici personali per tenere in piedi un'organizzazione che ci consenta di correre la prossima Coppa America con dignità e sportività. Sono profondamente addolorato per quello che è successo a questo evento, ma sono un marinaio e nella mia vita di velista ci sono anche e soprattutto il Farr 40 , il M 30, l' R.C. 44 e ora anche il Melges 32.
Molti hanno perso il senso del divertimento dell'andare in barca a vela - o forse non l'hanno mai avuto? - ecco, secondo me bisognerebbe ripartire da quello...

Buon vento a tutti,

Vincenzo Onorato


Censura Internet

10/26/2007 , 5:09:47 PM by adriano
Salviamo Internet e i blog: firmiamo la petizione contro la legge Levi-Prodi e Obbligo Iscrizione Al ROC
Inviato da god 6 giorni fa (clikka per firmare) Vedi profilo
Categorie: Computer & Internet | Tag: blog levi prodi legge editoria petizione
Proposta gia approvata dal consiglio dei ministri ma non ancora approvato dal parlamento:
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

la petizione ( http://firmiamo.it/salviamointernet#sign ) vuole fermare questo controllo di internet da parte del governo italiano! Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.


Mascalzone Latino in testa

8/30/2007 , 7:18:50 PM by adriano
Copenhagen, 30 agosto 2007

Vincenzo Onorato, al timone di Mascalzone Latino, alla seconda giornata di gara conquista la vetta della classifica generale del campionato del mondo Farr 40 in corso sul campo di Copenhagen. Nella giornata odierna i Mascalzoni hanno conquistato un dodicesimo posto e una vittoria, portandosi a 24 punti dopo cinque prove, con una media di punti per gara inferiore a cinque.

Nelle acque danesi si è vissuta dunque un'altra giornata di scontri ad altissimo livello fra Vincenzo Onorato ed Ernesto Bertarelli, che sul suo Alinghi insegue Mascalzone Latino a dieci lunghezze, seguito a cinque punti da Nerone e Barking Mad .

L'equipaggio di Onorato al Rolex Farr 40 Worlds è così composto: Adrian Stead, tattica; Gerry Mitchell, randa; Matteo Savelli, navigatore; Davide Scarpa, prodiere; Andrea Ballico e Daniele Fiaschi, tailers; Marco Cornacchia, drizze; Adriano Figone, albero e Monica Rampoldi, jolly.


Questa la classifica provvisoria della decima edizione del campionato del mondo Farr 40 a Copenhagen dopo cinque prove:

1. Mascalzone Latino, Vincenzo Onorato, 24 punti
2. Alinghi, Ernesto Bertarelli, 34 punti
3. Nerone, Antonio Sodo Migliori, 39 punti
4. Barking Mad, Jim Richardson, 39 punti
5. Infinity, John Thomson Jr, 48 punti
6. Sputnik, Ivan Wheen, 48 punti
7. Opus One, Wolfgang Stolz, 57 punti
8. Calvi, Carlo Alberini, 68 punti
9. Ichi Ban, Matt Allen, 68 punti
10 Enfant Terrible, Gianluigi Serena, 68 punti

Seguono altri 26 equipaggi.



Scuola Vela Mascalzone

7/16/2007 , 7:06:01 PM by adriano
Napoli, 16 luglio 2007


Questa mattina presso il Reale Yacht Club Canottieri Savoia è stata presentata la scuola vela “Mascalzone Latino”, che organizzerà a Napoli corsi gratuiti destinati alle fasce sociali più deboli e a rischio. Si tratta di un progetto promosso e sostenuto dall’Assessorato al Turismo ed ai Beni Culturali della Regione Campania in collaborazione con Mascalzone Latino ed il Real Yacht Club Canottieri Savoia per aiutare i bambini meno abbienti, che hanno bisogno di una forte motivazione e di uno scopo concreto per essere convinti ad abbandonare la vita di strada.


L’attività della scuola parte il 16 luglio ed ha lo scopo di stimolare la cultura del mare e dello sport, lo spirito di squadra ed il rispetto delle regole di una sana competizione. I primi allievi sono 30 bambini, a partire dagli otto anni, e ragazzi di “Figli in Famiglia” associazione senza scopo di lucro che opera nei quartieri di San Giovanni a Teduccio e Barra.


Con la collaborazione della Marina Militare -che ha messo a disposizione della scuola alcuni locali presso il Molosiglio-, la base della scuola vela “Mascalzone Latino” può contare su ampi spazi che ospitano una flotta di imbarcazioni costituita da otto Optimist, due Blue Sail 24 e due 555 -la deriva federale creata appositamente per l’apprendimento dei giovani-, donati per l’occasione da Mascalzone Latino. La disponibilità della Marina Militare a concedere un sito prestigioso e adatto allo svolgimento dell'attività in sicurezza conferma, con un contributo concreto e indispensabile, identità di vedute affinché queste iniziative possano avere luogo con successo.
La partecipazione del Reale Yacht Club Canottieri Savoia all'iniziativa, attraverso l’impegno dei suoi istruttori e di alcuni dei suoi giovani atleti, contribuisce, inoltre, concretamente al processo educativo e di integrazione sociale.


I corsi, diretti dal campione e veterano del team Davide Scarpa, sono rivolti a giovani di fasce di età diverse ed hanno durata di sette o quindici giorni. Gli allievi più giovani, dagli otto ai dodici anni, hanno a disposizione imbarcazioni della classe Optimist, mentre quelli dai dodici anni in su utilizzano i Blue Sail 24. Imbarcazioni, queste, più stabili grazie alla presenza del bulbo, che sono utilizzate anche nelle fasi iniziali con i ragazzi più giovani.


Le esercitazioni pratiche in mare sono precedute da una preparazione a terra sulle norme della navigazione, sulla sicurezza, sui nodi e in generale quanto necessario a un prudente avvicinamento allo sport.


Per contatti : infoscuolavela@mascalzonelatino.it , tel. 081 2488393




Mascalzoni in Danimarca

7/12/2007 , 6:07:18 PM by adriano
Skagen, 11 luglio 2007

A pochi giorni dalla vittoriosa settimana in Norvegia, dove Vincenzo Onorato e il suo equipaggio del Mascalzone Latino Farr 40 hanno vinto il primo titolo nordico della classe, i Mascalzoni si preparano a correre ancora nei mari nel Nord in occasione della Farr 40 Skagen Race Week 2007.

Questa quarta tappa del circuito europeo Farr 40 prevede tre giorni di regata, dall’11 al 14 luglio, per un massimo di otto prove. Il primo segnale preparatorio è previsto per le ore 12.00 di ogni giorno.

All'appuntamento danese sono iscritti 28 equipaggi di altissimo valore, molti dei quali presenti già la settimana scorsa ad Hanko, ai quali si aggiungono ora anche i neovincitori della 32ma America’s Cup di Alinghi, con Ernesto Bertarelli al timone e Brad Butterworth alla tattica.

Con Onorato corrono su Mascalzone Latino: Adrian Stead, tattica; Gerry Mitchell, randa; Matteo Savelli, navigatore; Davide Scarpa, prodiere; Andrea Ballico e Daniele Fiaschi, tailers; Marco Cornacchia, alle drizze; Adriano Figone, all'albero e Monica Rampoldi, jolly.

Dopo Skagen, l’equipaggio di Mascalzone Latino si preparerà per concludere la stagione al Pre-Worlds e al Rolex Farr 40 World Championship 2007 che si correranno a Copenhagen (Danimarca) dal 24 agosto all’1 settembre.




ALINGHI VINCE ANCORA

7/2/2007 , 7:55:03 PM by adriano
Valencia, 30 giugno 2007
Alinghi, il Defender svizzero della 32nd America’s Cup, ha compiuto un passo decisivo verso il match point contro il Challenger, Emirates Team New Zealand (ETNZ) grazie alla vittoria ottenuta oggi con 28 secondi di distacco. E’ la terza vittoria consecutiva di Alinghi nella 32a America’s Cup, e la seconda ottenuta dopo esser stato in svantaggio. Alinghi ora ha quattro punti contro i due dell’avversario neozelandese. Ancora un solo punto e la difesa avrà successo e l’America’s Cup resterà in Europa. Con 8/10 nodi di vento, il timoniere di Alinghi, Ed Baird, ha controllato per tutto il pre partenza il suo avversario neozelandese. Baird aveva il vantaggio delle mure a dritta e lo ha utilizzato per costringere ETNZ a un lungo dial up. Bair partiva poi molto vicino al comitato di regata e tutte le imbarcazioni si dirigevano successivamente verso la lay line di sinistra navigando mure a dritta. Alinghi veniva costretto a virare per primo e ETNZ era davanti al primo incrocio e continuava a navigare sulla sinistra del campo. Alinghi riusciva comunque a non perdere contatto dall’avversario e gIrava la boa di bolina con uno svantaggio di soli 11 secondi. Al termine della poppa, Alinghi riusciva a spingere l’avversario verso la boa di destra del cancello, e a prendere a sua volta la sinistra per navigare sulla destra del campo nella seconda bolina. Il momento cruciale arrivava a circa metà del secondo lato al vento, quando Alinghi, grazie al vantaggio delle mure a dritta, riusciva a costringere ETNZ a due virate sotto la sua prua. Al terzo incrocio Alinghi aveva guadagnato abbastanza da obbligare ETNZ a virare sottovento. Baird a questo punto navigava sulla destra del campo, guadagnando metro su metro fino alla seconda boa di bolina. Warwick Fleury, randista a bordo di Alinghi, commenta: “Non abbiamo guadagnato per una rotazione del vento ma piuttosto perchè dalla nostra parte è arrivata maggior pressione. Una volta che abbiamo cominciato a virare abbiamo sempre guadagnato”. Il Defender svizzero cominciava l’ultima poppa del percorso odierno con un vantaggio di 16 secondi, ma ETNZ non rinunciava ad attaccare con una serie di strambate. I Kiwi riducevano lo svantaggio fino a circa una lunghezza, ma Alinghi riusciva poi a difendersi con successo e a tagliare l’arrivo con 28 secondi di vantaggio. La regata n° 7 della 32a America’s Cup è prevista per domani alle 15.00 WARWICK FLEURY, randista a bordo di Alinghi, commenta una giornata da incorniciare: Una grande vittoria: come ti senti?? “Volevamo assolutamente vincere, nella prima parte della regata non tutto è andato nel verso giusto, ma eravamo li e quello che abbiamo ottenuto alla fine è quello che conta. Va bene così, fa il pari con almeno un’altra dele precedenti che avremmo dovuto vincere. E’ importante per la fiducia che abbiamo sempre avuto di essere capaci di vincere la Coppa anche quando eravamo in svantaggio.” Qual’è stato il momento cruciale della regatta odierna? “Brad è stato molto bravo a scegliere la boa di sinistra alla fine della prima poppa, questo è stato sicuramente un momento chiave. Stavamo navigando molto bene siamo riusciti a guadagnare quanto bastava per impedire loro di incrociare davanti a noi. Questo è stato un altro momento cruciale: con il duello di virate abbiamo continuato ad impedire loro di incrociare davanti a noi e alla fine eravamo avanti. Inoltre abbiamo fatto un ottimo lavoro anche nell’ultima poppa e siamo dunque riusciti a mantenere il comando. Qusta è l’edizione dell’America’s Cup più combattuta cui hai partecipato? “E’ veramente difficile. Non ricordo nessuna regata con questa intensità. E’ davvero incredibile, stavamo parlando proprio oggi di quante volte si sono verificati capovolgimenti di fronte. Non ci sono precedenti e questo lascia ben capire quanto i due team siano vicini in termini di preparazione”. Alinghi è partito dove voleva? “Volevamo la destra e l’abbiamo presa. Anche se alla fine del primo lato la sinistra è stata favorita, noi saremmo stati in grado senza problemi di chiudere ETNZ sulla lay line di sinistra. Poi abbiamo virato e inizialmente eravamo in un’ottima posizione. Poi alla fine è calato il vento ed è girato a sinistra per cui loro sono riusciti ad incrociare avanti:” Uno sguardo a domani? “Si tratta del possibile match point, così proveremo senz’altro a ‘chiudere i giochi’ domani, in caso contrario avremo ancora due possibilità di vincere. Le regate sono davvero molto combattute, non è facile per nessuno e ci aspettiamo che anche domani sarà così. Cercheremo naturalmente di vincere”.


LUNA ROSSA BATTE ORACLE

5/14/2007 , 5:53:57 PM by adriano
Valencia, 14 mag. (Apcom)

Splendida vittoria di Luna Rossa nella prima regata delle semifinali della Louis Vuitton Cup contro la corazzata Usa Bmw Oracle.
Il vantaggio italiano sul finale è stato di 2 minuti e 19 secondi. Velocità delle barche praticamente uguali, è stato un match tutto di tattica che porta la firma del mago del vento Torben Grael. Ha vinto il suo intuito e il suo stile coraggioso: non controllare l'avversario in maniera conservativa ma fare la propria gara andando a cercare il vento dov'è. La partenza è equilibrata, dopo un circling aggressivo di entrambi gli yacht, e nelle prime fasi gli americani sono avanti di poco. Poi lo scatto di Luna che trova il primo vento buono nella bolina: alla prima boa la barca italiana gira con 52 secondi di vantaggio. Brividi nella poppa in cui Oracle recupera, supera, viene di nuovo sorpassata: il testa a testa finisce alla boa con un vantaggio di soli sette secondi dei Telecom Prada. La seconda bolina è il capolavoro di Torben, che sceglie il lato giusto e non si lascia scappare la minima bava di vento: italiani avanti fino a 400 metri, un'enormità. In boa, vantaggio di un minuto e 21 secondi. Volto pallido e tirato del miliardario Larry Ellison, a bordo della "sua" Bmw. Incolmabile per gli statunitensi il gap nell'ultima poppa, e gli italiani vanno a vincere una regata perfetta. Patrizio Bertelli a bordo è felicissimo e si complimenta con tutti.


Mascalzone Latino

5/9/2007 , 11:56:19 AM by adriano
Valencia, 8 Maggio 2007


Un’ottima partenza di Jes Gram-Hansen e una grande rimonta in poppa non sono bastate ai Mascalzoni per vincere il match contro Luna Rossa che sarà ricordato come l’ultimo derby italiano della Louis Vuitton Cup 2007.

Vincenzo Onorato in un intervista con Gero Malingri di Sailing Channel racconta e commenta la sfida di Mascalzone Latino-Capitalia Team e comincia a parlare del futuro.

LA CLASSIFICA GENERALE PROVVISORIA DELLA LOUIS VUITTON CUP AL TERMINE DEL 10° VOLO DEL 2° ROUND ROBIN (pt=punteggio)

1) USA 98, pt 37
2) NZL 92, pt 36
3) ITA 94, pt 33
4) ESP 97, pt 29
5) SWE 96, pt 26
6) Mascalzone Latino-Capitalia Team Ita 99, pt 20
7) RSA 83, pt 18
8) FRA 93, pt 17
9) ITA 85, pt 11
10) GER 89, pt 5
11) CHN 95, pt 3




Vasco Vascotto all'Atto 13

4/2/2007 , 7:32:03 PM by adriano
“Questo Act sarà il più vero di tutti gli altri, ci saranno in mare tutte le barche nuove:
è un occasione per tutti per verificare la velocità delle barche e confrontarsi prima della Louis Vuitton Cup, ma è anche e comunque una competizione, tutti vogliamo fare bella figura.”

Queste le parole di Vasco Vascotto, skipper di Mascalzone Latino-Capitalia Team, alla vigilia dell’Atto 13, ultimo incontro di flotta prima dell’inizio delle selezioni per la 32ma America’s Cup.

“Siamo orgogliosi di Mascalzone Latino Ita 99 -ha sottolineato Vasco-. In questi due anni di preparazione siamo cresciuti piano piano sotto gli occhi di tutti e, ultimamente, abbiamo anche regatato contro Team importanti ottenendo dei risultati incoraggianti. Siamo contenti di come abbiamo lavorato, forse siamo il team che ha lavorato di più e ora finalmente si gioca sul serio.”

Quali impressioni hai avuto nella giornata dell’Unveiling?

“E’ stata una grande soddisfazione vedere sotto alla nostra nuova barca, Ita 99, molti designer incuriositi. Sono cose che fanno piacere, significa che abbiamo lavorato bene. In particolare è stata una giornata importante per Harry Dunning il nostro principal designer che con il suo team di tecnici e progettisti si è impegnato a darci soluzioni innovative. Abbiamo provato tanti bulbi e tante configurazioni ed ora siamo curiosi di vedere in opera le nostre idee.”

“I soldi, pur importanti in questo gioco -ha proseguito Vasco- non sono tutto. Secondo noi, sono altrettanto importanti le idee e, ieri, vedendo le forme e le appendici dei nostri avversari, abbiamo avuto la conferma che i giochi saranno molto aperti…”



Pacchetti AMERICA'S CUP

2/22/2007 , 4:07:04 PM by Adriano
Blufreccia.com, il nuovo portale internet per i viaggi e gli eventi di sport, lancia sul web i pacchetti America’s Cup 2007 dedicati a tutti gli sportivi amanti della vela.

Per tutti gli appuntamenti previsti a Valencia, è possibile acquistare su Blufreccia.com viaggi completi: Volo, Hotel, uscite in barca per assistere alle regate.

Alcuni dei nostri prodotti:

AMERICA'S CUP CATAMARANES
- 3 notti in hotel, 2 giornate di match race con imbarco su spectator boat
- per ulteriori informazioni: http://tinyurl.com/3yutva
AMERICA'S CUP OFFICIAL HOSPITALITY
- 3 notti in hotel, accesso area hospitality di alcuni Challenger
- Uscita per seguire il match race con imbarco sulla following boat ufficiali
- per ulteriori informazioni: http://tinyurl.com/3yutva

AMERICA'S CUP CABIN CHARTER
- 7 notti alloggio in cabina in barca a vela ormeggiata al porto di Valencia
- Uscite in barca per seguire i match race ed escursioni nei giorni liberi da gare
- per ulteriori informazioni: http://tinyurl.com/3yutva


Vincenzo Onorato Timone d'oro!

2/7/2007 , 1:01:35 PM by Adriano
Ieri sera, nella cornice di Villa Miani a Roma, Vincenzo Onorato, ha ricevuto il Timone d'oro, premio “Il Velista dell’Anno”.

L' oscar della vela italiana è giunto quest’anno alla sua XVI edizione ed è stato assegnato ad Onorato per i risultati ottenuti quale timoniere del Farr 40 Capitalia Team.

Il premio è stato assegnato da un'autorevole giuria composta, tra l'altro, dal segretario generale del CONI Raffaele Pagnozzi, dal Presidente della Federazione Italiana Vela Sergio Gaibisso, dal Direttore di AUDI in Autogerma Antonio Cerlenizza e da Andrea Brambilla, Direttore de Il Giornale della Vela.

La manifestazione, ideata dalla Acciari Consulting e promossa da Il Giornale della Vela, premia da oltre 3 lustri il velista (con il Timone d’oro), il progettista e l’imbarcazione italiani che hanno ottenuto i migliori risultati a livello internazionale.

Vincenzo Onorato con il suo Mascalzone Latino-Capitalia Team Farr 40 nel 2006 aveva vinto il Campionato del Mondo, la Sardinia Rolex Cup, il Campionato Europeo ed il Circuito continentale.

Vincenzo Onorato corre in Farr 40 dal 1999 e, da allora, ha partecipato a sei campionati del mondo. La sua passione per la vela e, in particolare, per le barche d’altura l’hanno portato, in trent’anni di regate, a correre sui più importanti e difficili campi del mondo.

Onorato nel 1993 aveva creato il Mascalzone Latino Sailing Team e, nel 2002, con una barca che portava lo stesso nome, ha partecipato ad Auckland alle selezioni per l’America’s Cup. Oggi è il presidente del Mascalzone Latino-Capitalia Team, sfidante per la 32ma edizione. Il team sta ora lavorando a Valencia con le due nuove barche, Mascalzone Latino Ita 90 e Mascalzone Latino Ita 99, in preparazione delle selezioni che prenderanno il via ad aprile.

Nel 2006 il premio il Premio di Velista dell’anno era andato a Vasco Vascotto skipper di Mascalzone Latino-Capitalia Team.


Mascalzone Latino a Napoli

2/6/2007 , 6:29:15 PM by Adriano
Mascalzone Latino-Capitalia Team è lieto di informare che da venerdì 2 febbraio è esposta a Napoli Mascalzone Latino Ita 55.

Partita da Portoferraio, l'imbarcazione è arrivata a Napoli giovedì 1 febbraio ed è in esposizione presso la Darsena Acton (Molo Beverello) in un’ area a terra appositamente destinata dall' Autorità Portuale di Napoli.

Mascalzone Latino Ita 55 è una delle barche acquistate dal Team guidato da Vincenzo Onorato per l'edizione 2002/2003 dell'America's Cup ed è appositamente stata riallestita con la stessa "livrea" che portano ora le barche impegnate a Valencia nella preparazione della 32a edizione dell'America's Cup. La sfida al Defender svizzero, la Société Nautique de Genève, era stata lanciata dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli nel marzo 2005.

Con questa iniziativa Mascalzone Latino-Capitalia Team intende sottolineare il legame che lo unisce alla città partenopea e confermare che proprio a Napoli sarà presto realizzata la prima scuola di vela intitolata "Mascalzone Latino" ed indirizzata ai ragazzi meno fortunati economicamente, a partire dagli otto anni in su. L'iniziativa è fortemente voluta dal Presidente del consorzio Mascalzone Latino, nonché armatore della compagnia Moby, appassionato velista ma soprattutto marinaio e napoletano: Vincenzo Onorato.

"La scuola di vela - ha dichiarato Vincenzo Onorato - sarà per questi ragazzi un'occasione per sperimentare, al di là delle lezioni di vela, il lavoro di gruppo, il significato di agonismo e competizione unita ad onestà e rispetto per gli altri, nella speranza di offrire loro una grande opportunità: di dedicarsi ad uno sport, mettere passione ed impegno in qualcosa che potrebbe insegnare loro un nuovo mestiere o magari trasformarli in campioni della vela"

Un plauso particolare all'iniziativa è già pervenuto dal Segretario di Stato Enrico Letta, il quale, oltre a concedere il patrocinio della Presidenza dei Consiglio dei Ministri, ha augurato, con queste parole, il migliore successo: "Trovo estremamente meritevole far avvicinare al mondo del mare e della vela fasce più larghe di popolazione, come pure far avviare iniziative che stimolino l'attività nell'area campana. E' certo un modo di onorare concretamente le tradizioni marinare italiane e di spronare il collegamento tra il mare e la città di Napoli, in un'ottica di sviluppo."

Gli istruttori della scuola “Mascalzone Latino” saranno tutti velisti professionisti e campioni di vela che hanno fatto di questo sport una ragione di vita. Mascalzone Latino vanta infatti una grande esperienza nel mondo della vela agonistica con i suoi 4 titoli mondiali conquistati e le tante vittorie nelle diverse classi; il suo impegno in Coppa America, ormai alla sua seconda edizione, parla di un team forte, compatto, di grande esperienza e di grande professionalità.
La speranza di Vincenzo Onorato, nel proporre questa iniziativa, è che la vela anziché sport d'elite possa diventare, così come è oggi il calcio in Italia, uno sport accessibile a tutti e quindi "popolare".


Mascalzone Latino

1/23/2007 , 7:55:30 PM by Adriano
Valencia, 19 gennaio 2007




A pochi giorni dall’ arrivo a Valencia di Mascalzone Latino Ita 99, Mauro Pelaschier, coach di Mascalzone Latino-Capitalia Team, traccia il punto sulla preparazione e sui programmi dei mesi venturi.


MLCT: Ormai mancano poco meno di 100 giorni all’inizio delle prossime regate di Coppa, come si stanno svolgendo gli allenamenti in queste settimane?

MP: “Siamo rientrati il 15 gennaio da una meritata vacanza e ci siamo messi subito al lavoro su Ita 90. Intanto è partita dall’Inghilterra la nuova barca, Ita 99, ed entro il 22/23 gennaio giungerà qui, a Valencia; da quel momento avremo a disposizione le due nuove barche con le quali finire la preparazione relativa alle prove di velocità, che si protrarrà per tutto a febbraio, oltre all’affinitura dei ruoli dell’equipaggio e la sua messa a punto.”


MLCT: Come suddividerete dunque il lavoro con le due barche: Ita 90 e Ita 99?

MP: “In programma fino a febbraio ci sono degli speed-test alternati con alcuni giorni di regata, per non perdere il vizio di competere; questo ci permetterà di scegliere il mezzo con il quale affrontare le regate di Coppa. Inoltre lavoreremo molto sulla messa a punto dei nuovi alberi, delle appendici e delle nuove vele.”


MLCT: A breve dunque giungeranno, oltre alla nuova barca, anche nuovi alberi ed appendici?

MP: “Si abbiamo in arrivo molto materiale nuovo su cui lavorare per giungere alle configurazioni definitive: alberi, appendici, timoni. Tutti pezzi di nuovissima generazione che andremo a montare sulle nostre barche per capire quale sarà la configurazione migliore.”


MLCT: Quali sono le differenze progettuali tra Ita 90 e Ita 99?

MP: “Bhè, le differenze non sono così evidenti se non per quanto riguarda il fatto che… sono due barche diverse… l’aspetto di Ita 99 è sempre di un Coppa America (e ride..) ma esattamente uguali non sono…”


MLCT: Quale tra le due barche, a tuo giudizio, correrà nelle regate di Coppa?

MP: “Impossibile dirlo fino a tanto che non proveremo la nuova barca facendo tutti i test e conoscendone le qualità. Ita 90 la conosciamo ormai bene ma stiamo anche lavorando in continua evoluzione. Nel frattempo arriveranno i nuovi materiali e solo a marzo dopo questo lungo periodo di lavoro potremo decidere quale sarà la barca per la Coppa.”


MLCT: Cosa ci puoi dire sulle prestazioni dell’equipaggio?

MP: “Tutti i ragazzi sono carichi e determinati, vogliosi di lavorare e di raggiungere il massimo sia nelle performance personali che in quelle di gruppo. E’ un lavoro che noi abbiamo programmato in quanto credo bisogna essere pronti la notte prima della partenza della Coppa. Io, da parte, mia sono molto soddisfatto di quanto stiamo facendo e di quanto abbiamo fatto fino adesso: sono fiducioso di aver fatto quanto più possibile per essere competitivi al massimo livello.”


MLCT: I ragazzi del Team dunque sono tranquilli?

MP: “Dopo un periodo di vacanza è impossibile essere nervosi, sono sicuramente più rilassati rispetto al periodo più duro di lavoro, svolto fino al 17 dicembre. Fermarsi un po’ e riprendere fiato è stato opportuno. Vedo il team voglioso di arrivare al gioco migliore della sfida, ossia la regata vera e propria. Dopo tanto tempo dedicato alla preparazione, finalmente ci avviciniamo al giorno della competizione; noi siamo dei competitivi, siamo dei velisti che amano fare le regate, finalmente faremo il nostro gioco...”


MLCT: Potresti anticipare la formazione del team che parteciperà alle regate?

MP: “Non esiste per noi una formazione: noi abbiamo due equipaggi intercambiabili, non c’è nessun titolare ma allo stesso tempo tutti lo sono allo stesso livello.”


MLCT: Il team può contare su tre timonieri: Flavio Favini, Jes Gram-Hansen e Cameron Dunn; come si stanno svolgendo i loro allenamenti?

MP: “Come da programma… il loro obiettivo è quello di raggiungere- e dare- il massimo delle loro possibilità. Sono molto concentrati a bordo, ogni giorno scendono in mare e si allenano per migliorare le loro prestazioni.”


MLCT: Quale è secondo te il cavallo di battaglia del Team?

MP: “Potrà essere banale…ma noi siamo convinti di aver fatto un buon lavoro e quindi di essere ben preparati e abbastanza bravi per ottenere grandi risultati.”


MLCT: Come sarà il lavoro nei prossimi giorni?

MP: “Niente di più di quello che abbiamo fatto fino ad oggi, se non che sarà più divertente perché finalizzeremo tutto quello che abbiamo scoperto e studiato con i nostri tecnici, grazie anche all’arrivo dei nuovi materiali; fa parte del programma che ci siamo preposti non faremo di più di quanto necessario per ottenere un risultato adeguato alle nostre ambizioni che sono…alte!”



Mascalzone Latino

12/18/2006 , 7:08:05 PM by Adriano
Dopo l'enorme successo delle prime due edizioni che hanno registrato la partecipazione di oltre 130.000 iscritti, Capitalia propone un nuovo concorso "A Valencia con Mascalzone Latino", anche questa volta con un'operazione promozionale in grande stile.

Non solo nelle Filiali del Gruppo ma anche nei più grandi Centri Commerciali, Capitalia invita a partecipare all'estrazione immediata di 15.000 biglietti del cinema e 1000 carte di pagamento Capitalia Mascalzone Latino con 50 Euro da spendere in totale libertà.

E, per tutti, la possibilità di vincere una fantastica crociera a Valencia per due persone per vivere da vicino alcune fasi della Louis Vuitton Cup che selezionerà lo sfidante per la grande sfida finale dell'America's Cup 2007.

Le prime due edizioni del Concorso "A Valencia con Mascalzone Latino" hanno coinvolto oltre 130.000 partecipanti che si sono iscritti presso le Filiali "Cambia Tutto" e a bordo delle navi della Flotta Moby in rotta su Sardegna e Corsica.I sessanta fortunati vincitori sono volati a Valencia per quattro giorni per assistere alle regate e agli allenamenti del "Mascalzone Latino-Capitalia Team".

La nuova promozione rappresenta anche l'occasione di lanciare l'operazione "Cambia Tutto", il nuovo modo di fare banca che offre a tutti - clienti e non -presso filiali di Capitalia servizi di pubblica utilità.
Per maggiori informazioni: www.concorso.cambiatutto.it


Mascalzone Latino

12/14/2006 , 7:08:10 PM by Adriano
BigMat si affianca al Mascalzone Latino-Capitalia Team nel ruolo di Official Partner in occasione della 32ma America's Cup.

Un' alleanza ufficializzata a Madrid nella giornata del 1 dicembre 2006.

BigMat è il primo Gruppo europeo di distributori indipendenti di materiali edili. Nato nel 1981, conta oggi 700 punti vendita in Belgio, Spagna, Francia, Italia e Portogallo.

BigMat realizza un fatturato di oltre 2,5 miliardi di Euro.

BigMat vende tutti i materiali necessari per la costruzione principalmente ai professionisti dell’edilizia. I 6000 collaboratori del Gruppo, con competenza e professionalità, non si limitano a vendere prodotti, ma si impegnano a fornire servizi e consulenza per chi costruisce.

"Abbiamo deciso di sostenere il Mascalzone Latino-Capitalia Team perché con questo team BigMat condivide molti dei valori di eccellenza e di performance- ha commentato Gérard Pillaud, Presidente di BigMat International-. Anche in BigMat, abbiamo una squadra internazionale che tutti i giorni lotta per essere la prima, perché nell’azione del vendere come nell’America’s Cup non esistono secondi posti, esiste solo chi arriva primo. Mascalzone Latino-Capitalia Team, con il suo stile comunicativo e scanzonato, è proprio il “challenger” che ci rassomiglia e ci rappresenta”.

Grande soddisfazione è stata espressa da Vincenzo Onorato, Presidente del Mascalzone Latino-Capitalia Team: "È con grande piacere che accolgo BigMat tra i partner del nostro Team- ha sottilineato Onorato- cosciente anche del fatto che si tratta di un marchio che opera con successo in campo europeo. Mi auguro infatti che insieme potremo far ancor più ampiamente conoscere ad un largo pubblico quanta passione e lavoro ci siano dietro ad una campagna per l’America’s Cup”.

L’intermediazione tra Mascalzone Latino- Capitalia Team e BigMat è stata curata dall'agenzia "Event's Way srl" di Flavio Gallarato e Milagros Patrizi.



ITA 99 prende forma

11/21/2006 , 3:25:50 PM by Adriano
Mascalzone Latino-Capitalia Team è lieto di annunciare che la costruzione della seconda delle due nuove barche realizzate per l’America’s Cup 2007 prosegue nei tempi previsti ad opera della Green Marine di Lymington.

Come richiesto dal regolamento, lo scafo è stato interamente costruito mediante laminazione in Italia, presso la Marine Composite di Andora (Savona), e quindi trasferito in Inghilterra dove verrà completato mediante l’assemblaggio dei vari componenti.

Green Marine è uno dei leader mondiali delle costruzioni in compositi.

“Il nuovo Mascalzone Latino porterà il numero velico Ita 99- ha confermato il Presidente del Team, Vincenzo Onorato-. Questa nuova imbarcazione rappresenta per noi la sintesi tra lo sforzo progettuale prodotto sino ad oggi e l’esperienza tecnica fatta sul campo. Mascalzone Latino Ita 99 rappresenta per noi anche l’impegno con cui tutto il team sta affrontando questa Coppa col prepotente desiderio di far bene”.

Mascalzone Latino Ita 99, come Ita 90, porta la firma del Design Team del Mascalzone Latino-Capitalia Team. Guidato da Harry Dunning, il gruppo di ricerca e sviluppo comprende numerosi progettisti, tecnici e specialisti, e può vantare un'esperienza globale di numerose partecipazioni all’America's Cup.

ll regolamento della 32ma America’s Cup autorizza i concorrenti a costruire fino ad un massimo di due (2) nuovi scafi e stabilisce che, detti scafi, per poter correre nel 2007, debbano essere stati realizzati nel paese dello yacht club sfidante. Nel caso del Mascalzone Latino-Capitalia Team, il club sfidante è il Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli.



ANDY HORTON VINCE L’ORO

9/5/2006 , 5:22:49 PM by Adriano
ANDY HORTON VINCE L’ORO DELLE STAR ALLE PREOLIMPICHE DI QUINGDAO

Al termine delle regate riservate alle classi olimpiche svolte a Quingdao in Cina, prossima sede dei Giochi nel 2008, l’afterguard di Luna Rossa Andrew 'Andy' Horton ha conquistato la medaglia d’oro della classe Star in coppia con lo statunitense Brad Nichol. In seconda posizione si sono classificati gli inglesi Iain Percy (timoniere di +39) e Steve Mitchell. Bronzo per gli americani Szabo e Monroe.
Horton è nato a Muncie, Indiana - USA, il 14 aprile 1975 e partecipa per la prima volta in Coppa America con Team Luna Rossa.


Smaltire i segnali pirotecnici

6/15/2005 , 1:03:28 PM by Adriano
I razzi, fuochi a mano e boette fumogene di soccorso, per caratteristica di pericolosità sono classificati, in base all’Allegato I del D. L.vo. 22/97, con il codice H3- A, relativo alle sostanze facilmente infiammabili, ovverosia ai “solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida azione di una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo l’allontanamento della sorgente di accensione”. Come detto, razzi, fuochi a mano e boette fumogene sono rifiuti pericolosi e quindi il loro smaltimento deve avvenire attraverso organizzazioni specializzate di cui le Regioni e le Province forniscono l’elenco. Alcune darsene offrono il servizio di raccolta e contattano direttamente gli enti “raccoglitori”, ma sono veramente poche. La stessa cosa vale per i commercianti che vendono i segnali pirotecnici.


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